giovedì 9 luglio 2009

Michael Jackson innocente


Michael Jackson innocente Evan Chandler che nel 1993 accusò Jacko di pedofilia oggi confessa la verità: "Non mi ha mai fatto nulla"


Evan Chandler, il grande accusatore di Michael Jackson che nel 1993 infangò la fama dell’artista dicendolo “pedofilo”, soltanto oggi dopo circa 16 anni si è deciso a dire la verità: “Michael Jackson non mi ha fatto nulla, è stato mio padre, mentì per non essere più poveri”. La confessione arriva con 16 (sedici) maledetti anni di ritardo, 16 anni in cui Michael Jackson è stato accusato di tutto e di più. Nel lontano 1993 Chandler accusò il Re del Pop di essere un pedofilo, si confessò ad uno psichiatra e poi alla polizia: parlò esplicitamente di “sesso orale”, fornendo persino una presunta e dettagliata descrizione dell’organo genitale di Jacko. Chandler si era inventato tutto: dalle molestie alla descrizione del sesso di Michael.
Alla fine Michael Jackson è stato costretto a tirare fuori qualcosa come 22 milioni di dollari. L’accusa pesò in maniera più che tragica su Jacko, che da allora cominciò a far uso di antidolorifici. Ma questa notizia è da prendere con le pinze. E’ invece assodato fuor di ogni ragionevole dubbio che le accuse di Evan Chandler costarono a Michael Jackson la fama, la fortuna, la musica, il suo essere artista. L’accusa infamante fece sprofondare Michael in un baratro da cui non gli fu più possibile riemergere. Anche Quincy Jones si tirò indietro, con diplomazia ma in ogni caso si chiamò "fuori" e abbandonò Michael. Nel 2001 è stata poi la Sony a licenziare Jacko: la scusa quella che il suo ultimo album, “Invincible” aveva venduto solamente 8.000.000 di copie. L’album non fu promosso, ma vendette comunque 8 milioni di copie. La critica estera, e non, disse peste e corna dell’ultimo album in studio di Jacko: ma oggi è caccia all’album, anche a “Invincible”. Così se appena ieri l’altro gli album di Michael Jackson erano nei megastores a mid-price, oggi non più, oggi sono stati tutti a prezzo più che pieno. Superfluo sottolineare che riuscire a trovare un cd di Jacko, or come ora, è un’impresa impossibile. Qualcuno vende in privato e a prezzi da strozzino-necrofilo. Evan Chandler dichiara: “Non ho mai voluto distruggere l’immagine di Michael Jackson, ma mio padre mi ha costretto a mentire. Ora posso solo dire quanto mi dispiace, Michael, e chissà se potrà mai perdonarmi”. Troppo tardi. Troppo davvero. Forse Jacko, da lassù se un Paradiso c’è, forse lui sì. Ma noi che siamo dei semplici uomini non potremo mai dimenticare che chi ha contribuito a distruggere, a fare letteralmente a pezzi un uomo innocente e un artista, è stato Evan Chandler, un ragazzino sì, che però ha taciuto la verità per ben 16 anni, e che solo dopo la tragica morte di Jacko si è deciso a confessare la verità. Serve a poco, a nulla dire oggi: “Ora per la prima volta sento di non poter continuare a mentire a cuor leggero. Michael Jackson non mi ha fatto nulla, è stato mio padre, mentì per non essere più poveri”.Ovviamente per rilasciare queste dichiarazioni a diversi giornali, spero non siate tanto ingenui da credere che Evan Chandler l’abbia fatto per amore della Verità: si è fatto pagare, sull’unghia e profumatamente.
aggiunta mia: TU SEI SOLO UN BASTARDO E TUO PADRE PEGGIO DI TE. SPERO CHE LA GIUSTIZIA IN TERRA, PER IL MOMENTO, TI FACCIA PAGARE IL MALE CHE HAI FATTO A UN UOMO INNOCENTE. E SPERO KE LA TUA COSCIENZA BRUCI ALL'INFERNO.

mercoledì 1 luglio 2009

CIAO PETER PAN


WASHINGTON, 25 giugno - Michael Jackson, il ragazzo prodigio diventato Re del Pop ma poi coinvolto in umilianti vicende giudiziarie, è morto ieri a Los Angeles all'età di 50 anni per arresto cardiaco. La notizia della morte del cantante è stata confermata da fonti dell'ospedale di Los Angeles dove era stato portato d'urgenza dopo che dalla sua abitazione era giunta la richiesta di un'ambulanza.
LA RICOSTRUZIONE - Il dramma era cominciato poco dopo mezzogiorno, ora di Los Angeles, con una telefonata dalla villa del cantante, nel quartiere di Holmby Hills, ai servizi di emergenza. Il personale paramedico aveva trovato Jackson in condizioni gravissime. Avevano cercato di rianimarlo durante il tragitto dalla abitazione all'ospedale Ucla di Los Angeles. Le sue condizioni erano apparse disperate. All'ospedale avevano cominciato a giungere i suoi familiari mentre all'esterno si affollavano i media e i fans che avevano cominciato ad apprendere dalle Tv le condizioni disperate di Michael Jackson. IL TOUR - Il cantante avrebbe dovuto cominciare dal prossimo mese a Londra un tour mondiale che avrebbe segnato il suo ritorno al mondo dello spettacolo dopo le vicende giudiziarie che lo avevano portato alla ribalta della cronaca per l'accusa di molestie sessuali a minorenni, . Ma il ritorno sul palcoscenico dell'ex Re del Pop appariva una corsa ad ostacoli e alcuni di coloro che l'avevano visto impegnato nelle prove dello spettacolo avevano espresso l'opinione che il cantante non fosse ancora pronto, fisicamente, all'impegnativo compito. Timori che erano stati confermati dalla decisione degli organizzatori di ritardare l'inizio dell'atteso tour mondiale che avrebbe potuto fruttargli oltre 50 milioni di dollari ponendo denaro sul suo conto di cui aveva assoluto bisogno a causa delle spese sfrenate sostenute negli ultimi anni che lo avevano portato ad indebitarsi pesantemente.
THRILLER NELLA STORIA - Nonostante la vendita in tutto il mondo di milioni di copie dei suoi dischi - l'album 'Thriller' aveva battuto tutti i primati in materia - il suo stile di vita eccentrico e costoso lo aveva messo in cattive acque finanziarie. Rovinoso per la sua carriera era stato il processo del 2005 in California per rispondere della accusa di molestie sessuali verso un minorenne ospitato nel suo ranch Neverland: il cantante era stato assolto ma la vicenda giudiziaria aveva distrutto per molti anni la sua attività artistica e l'aveva provato anche in modo pesante sul piano fisico riducendolo all'ombra del personaggio pieno di energia e vitalità su cui aveva basato la sua carriera.
ADESSO E' L'ORA DEL SILENZIO. ADOESSO BASTA COI GIUDIZI CATTIVI DI CHI NON CONOSCE. ADESSO BASTA! ADESSO RIPOSA IN PACE MICHAEL. TI VORREMO BENE PER SEMPRE. PER SEMPRE ADORATO MOONWALKER.

domenica 11 gennaio 2009

CAMPAGNA SAVE THE CHILTREN

La campagna di Save the Children Italia promossa in collaborazione con La7 intende sensibilizzare ad un utilizzo sicuro e responsabile delle nuove tecnologie tra i più giovani*. Internet e cellulari oggi funzionano da connettori sociali e rappresentano un nuovo modo di comunicare con gli altri alimentando un mondo di relazioni, di emozioni, di scambio di informazioni e di apprendimento che offre ai più giovani opportunità di crescita senza precedenti. Ancora più che gli adulti, anche i più giovani utilizzano Internet ed i cellulari in base ai propri bisogni e motivazioni: spesso hanno l’esigenza di socializzare, di conoscere, di condividere pensieri ed emozioni, talvolta riguardanti la propria vita scolastica, familiare, sentiemtale, sessuale e in generale, sfere molto personali. L’impressionante successo avuto dai servizi di Social Network (MySpace, Facebook, Giovani.it, Netlog, etc.) in questi ultimi anni, non solo tra gli adulti ma anche e soprattutto tra i più giovani, è una delle testimonianze più evidenti.E tuttavia, oggi Internet ed i cellulari, soprattutto se riferiti all’utilizzo che ne fanno i giovani, sono spesso associati al problema della sicurezza; infatti, se da un lato, essi offrono ampie opportunità è anche vero che siamo di fronte ad una realtà complessa e apparentemente priva di regole, nella quale trovano spazio contenuti e comportamenti potenzialmente dannosi. Ma quello che spesso gli adulti faticano ad immaginare è che i ragazzi e le ragazze non sono passivi navigatori della rete; è vero che ci può essere chi li adesca o esercita nei loro confronti una qualche forma di bullismo (due tra i rischi più insidiosi, per maggiori informazioni vedi riferimenti nel menù a destra), ma è importante avere coscienza del fatto che in molti casi sono proprio gli stessi ragazzi e ragazze che utilizzano Internet o il cellulare in modi o per scopi inadeguati. Spesso sono tecnicamente molto competenti, ma non altrettanto in termini di competenze emotive e relazionali, per cui a volte, non colgono le implicazioni di alcuni loro comportamenti, e questo è terreno fertile per il concretizzarsi dei rischi associati all’utilizzo di tali strumenti.In un ottica di prevenzione è necessario quindi equipaggiare i ragazzi con le necessarie competenze e capacità (non solo tecniche ma anche e soprattutto emotive e relazionali), che - rendendoli consapevoli delle conseguenze delle loro azioni - consentano di ridurre l’esposizione al rischio o l’impatto negativo che tale esposizione può determinare.Il video porta l’attenzione proprio sulla necessità di pensare alle possibili conseguenze generate da quello che facciamo online. Un atto ormai così scontato come postare una foto su internet come metafora dell'esporsi, dell’intimità dei ragazzi e delle ragazze messa facilmente a nudo su internet da loro stessi, senza pensare alle conseguenze reali. La ragazza non è consapevole dei rischi cui si espone, fino alla fine e quindi, troppo tardi. Non è consapevole che anche la sua famiglia potrebbe vedere quello che lei fa e mette su internet, che qualsiasi sconosciuto o compagno di scuola potrebbe vederla ed utilizzare quella foto, video, informazione ecc. per gli scopi più diversi. Una volta "postata" quella sua foto, non può più tornare indietro, non può controllare o prevedere le possibili conseguenze. *la campagna rientra nell’ambito di un progetto di sensibilizzazione ad un utilizzo sicuro e responsabile delle nuove tecnologie, promosso in partenariato con Adiconsum e con il sostegno della Commissione Europea.

video: http://www.la7.it/blog/post_dettaglio.asp?idblog=SAVE_THE_CHILDREN_40&id=2975

e questo è un'altro:

video: http://gallery.giovani.it/profilo/retesicura_869980.html

lunedì 22 dicembre 2008

BUON NATALE







E...NON ABBANDONATE GLI ANIMALI..






domenica 7 dicembre 2008

IL DOLORE

IL DOLORE CHE SI PROVA QUANDO UNA PERSONA A CUI VUOI BENE, FA QUALCOSA KE TRADISCE LA TUA FIDUCIA E IL TUO AFFETTO, NON HA MISURA...TU GLI VUOI BENE INFINITO E TI LASCIA SENZA FIATO...IL CUORE TI SCOPPIA E OGNI VOLTA CHE CI PENSI MENO MALE LE LACRIME SCENDONO DAI TUOI OCCHI PERCHE' ALTRIMENTI MORIRESTI PER IL DOLORE CHE PROVI.IO VOLEVO LASCIARE UN MESSAGGIO A QUESTA PERSONA:TI CHIEDO PUBBLICAMENTE SCUSA... SE QUANTO MI HAI FATTO E' IL RISULTATO DI QUANTO POSSA AVERTI FATTO IO,ANCHE SE NON CREDO SIA STATO COSI' TERRIBILE, MA RICORDA UNA COSA:I MIO AFFETTO PER TE RESTERA' SEMPRE DENTRO DI ME IN UGUAL MISURA AL DOLORE CHE MI HAI DATO. UN DOLORE CHE TI FA TREMARE DENTRO...TI VOGLIO BENE LOSTESSO E SARA' PER SEMPRE E SEMPRE SENTIRAI LA FORZA DELL'AFFETTO CHE HO PER TE..

sabato 29 novembre 2008



Patrick Swayze sta sempre peggio
Dopo la diagnosi di tumore al pancreas del marzo scorso, le condizioni dell'attore sembravano migliorare. Ora la doccia fredda

Solo due mesi fa si definiva un “miracolato”. Patrick Swayze, al quale era stato diagnosticato tumore al pancreas nel marzo scorso – si sentiva meglio e dichiarava: «Torno sul set, il cancro non mi fermerà». Le sue condizioni fisiche si sarebbero invece improvvisamente aggravate: secondo il National Enquirer Magazine il tumore si sarebbe esteso anche al fegato. «Il dottore gli ha detto che in queste condizioni non sopravviverà a lungo», ha riferito la fonte vicina all'attore.

IO VOLEVO DIRE SOLO QUALCHE PAROLA SENZA RETORICA.
PATRICK SWAYZE E' SEMPRE STATO UN UOMO MOLTO SERIO E MOLTO STIMATO NELL'AMBIENTE PER NON AVER MAI FATTO PARLARE DI SE IN MANIERA NEGATIVA.
A LUI VOGLIO DIRE CHE MI HA FATTO SOGNARE CON IL SUO FILM DIRTY DANCING E CHE GLI AUGURO DI COMBATTERE LA SUA DURA BATTAGLIA CON GRANDE FORZA. DIO LO AIUTI A NON SOFFRIRE E CVHE AIUTI LA SUA FAMIGLIA A SOPPORTARE QUESTA STRADA IN SALITA.
CON STIMA E AFFETTO.

lunedì 11 agosto 2008

Questi 3 amori vivono con me

Sono i miei due cani razza Labrador retriver e il mio gatto persiano. Li amo da matti. Senza di loro la mia casa sarebbe vuota.
In barba a quelli che dicono che per avere un cane bisogna avere il giardino...loro vivono in appartamento con me e nemmeno vanno in terrazzo senza di me...quindi: bando alle ciance. Agli animali non serve il giardino ma serve tanto amore dei loro padroni.

mercoledì 2 luglio 2008

Sex crimes and Vatican

Qui sotto trovate la trascrizione integrale del "parlato" del documentario. Continuate a leggere!
Interno, Tribunale, il Pubblico Ministero e Padre Oliver O’ Grady

PM: Mostri alla telecamera come pensa di apparire quando commette un abuso sessuale, come se lo stesse facendo adesso.

O’ Grady: ok!

PM: Può mostrarcelo ora, Oliver?

O’ Grady: ora ve lo mostro.

Speaker: questo è padre Oliver O’ Grady, un prete cattolico. La Chiesa sapeva che era pedofilo.

PM: Come saluterebbe una ragazzina che sa approcciando? Supponiamo che si chiami Sally.

O’ Grady: Ciao, Sally. Come stai? Vieni, fatti abbracciare. Sei bella lo sai? Tu per me sei davvero speciale, mi piaci molto.

Speaker: Invece di denunciare O’ Grady la Chiesa lo protesse, nascondendolo alle autorità. Quando si venne a sapere quello che succedeva a Ferns, le autorità ecclesiastiche locali, in ossequio alle direttive segrete della Chiesa Cattolica, misero tutto a tacere. Responsabile di quella imposizione fu il Cardinale Joseph Ratzinger, ora Papa Benedetto XVI.


Esterno, giorno, Contea di Wexford, Irlanda

Speaker: La diocesi di Ferns è una striscia di città e villaggi che popolano la costa. Quattro anni fa, Padre Sean Fortune si trovò al centro di un’inchiesta a largo raggio sugli abusi del clero sui minori. Lo scandalo venne fuori quando si parlò di un documento segreto del Vaticano, che copriva gli stupratori e riduceva al silenzio le vittime degli abusi. Colm O’ Gorman fu una delle vittime ed è tornato a Ferns per fare i conti col suo passato. All’età di 14 anni Colm fu violentato da Padre Fortune.

Colm: Ogni domenica mattina, dopo aver abusato di me, Padre Fortune mi lasciava nel suo letto e scendeva a dire la sua prima messa. Poi tornava ad abusare di me. In seguito andavamo a far colazione insieme e dopo presenziavo alla sua seconda messa.

Speaker: la Chiesa locale sapeva che Padre Fortune era un pedofilo, ma invece di informare la Polizia cominciò a trasferirlo da una parrocchia all’altra. Quando esplose lo scandalo Padre fortune si ammazzò prima del processo. Indagando su chi lo aveva aiutato a nascondere le sue malefatte, Colm riuscì a scoprire che era stato il più vecchio esponente della diocesi: l’Arcivescovo Brendan Comiskey.

Giornalista: Comiskeyè stato lei ad aiutare Padre Fortune ad abusare dei suoi ragazzi?
COMISKEY: Quando venni a conoscenza del fatto, lo cacciai dalla parrocchia e lo indussi ad andare da uno psicoanalista.

Giornalista: Dopo che erano trascorsi sei anni? Perché non lo ha fermato prima?

Speaker: quella stessa settimana Komiskey fu richiamato a Roma.

Comiskey: giovedì scorso ho presentato al Papa le dimissioni come Vescovo di Ferns. Sono stato a Roma appunto per questo.

Speaker: Comiskey si dimise. Dopo le sue dimissioni ci furono tante altre storie di abusi. Adesso Colm dirige una associazione irlandese che si occupa delle vittime. Ha ottenuto l’apertura di un inchiesta. Lo scorso ottobre fu scoperto che la copertura dell violenze aveva coinvolto diversi preti.

COLM: Il giornale locale ha descritto con abbondanza di particolari le violenze esercitate da ventisei preti su un centinaio di adolescenti. I preti erano coperti dalla cultura del segreto e dal terrore dello scandalo che hanno indotto il nuovo vescovo ad anteporre gli interessi della Chiesa alla sicurezza dei bambini.

Speaker: le indagini misero in luce come il documento segreto Crimen Sollicitationis decretasse cosa fare con i preti pedofili. Incontrando le altre vittime di Ferns, Colm si rese conto che il documento indicava come mettere a tacere le accuse di abusi.

AIDAN DOYLE (una delle vittime di Ferns): sto guardando la stanza in cui accadde, 40 ani fa… dopo quarant’anni mi ricordo ancora di quello che accadde dietro quella porta, nella pace e nella quiete di un sabato pomeriggio, dietro quella finestra.

Speaker: Aidan Doyle fu educato dai preti, in una scuola cattolica.

AIDAN: il terrore cominciò verso le 3, quando Padre fortune entrò in camera mia col pretesto di aiutarmi ad imparare la musica. Un attimo dopo tutto cambiò. Mi gettò improvvisamente sul letto, mi intimò di giacere accanto a lui sul letto, come fosse la sua area privata. Poi mi… (emozionato) picchiò e mi violentò. Diceva: “ mi sarai intimamente vicino. Sarai la mia persona speciale”. Fu allora che finirono le mie speranze e i miei sogni. E mi chiesi quanto sarebbe durato quell’incubo.

Speaker: Dopo l'aggressione, Aiden raccontò a un altro prete quello che gli era accaduto, ma questi, invece di rivolgersi alle autorità, invocò i dogmi della fede, impedendo ad Aidan di confidarsi con qualcuno.
AIDEN: Mi disse: “ applicherò il segreto confessionale, non dovrai mai parlare dell’accaduto. Dovrà restare un segreto”. Ma subito dopo mi chiesi perché avrei dovuto farlo,visto che non ero io il colpevole.

Speaker: Aidan non lo sapeva, ma il dovere del silenzio era parte di una delibera segreta della Chiesa Cattolica, chiamata Crimen Sollicitationis. La direttiva fu emanata nel 1962 ed ai vescovi cattolici di tutto il mondo fu raccomandato di tenerla in cassaforte. Istruisce su come trattare con i preti che adescano dal confessionale. Ma tratta anche di atti esterni ed osceni con bambini di entrambi i sessi, di pedofilia.

Originariamente scritto in latino, impone l’assoluta segretezza alla vittima, al prete incriminato, ai testimoni. La pena per chi rompe il giuramento è la scomunica immediata.

AIDEN – Mi fu detto di non parlarne mai più. Che era finita. E che col tempo avrei dimenticato. Che non avevo nulla di cui preoccuparmi. E che dovevo perdonare. Dovevo perdonare il mio aggressore. E lui doveva perdonare me. Loro erano giudici, giuria e tutto. Non avevo alcuna opportunità di ricevere comprensione. Non c’era nessuna possibilità di essere capito. Non seppi cosa significasse, questo, se non che non dovevo più parlare dell’accaduto.

Speaker: Aiden restò così impaurito che ha taciuto per quarant'anni. Il prete che l'ha stuprato non è stato mai punito. Per capire a fondo il Crimen Sollicitationis, Colm si incontrò con Padre Tom Doyle, un esperto di diritto canonico, un tempo stimato in Vaticano, ma oggi non più a causa del suo interessamento agli abusi del clero.

DOYLE - Il Crimen Sollicitationis prescrive una politica di segretezza assoluta su tutti gli abusi. Quello che leggiamo qui è una chiara politica i copertura dei casi di abuso commessi dai preti. E anche la punizione per quelli che vorrebbero richiamare l'attenzione su questi crimini ad opera del clero. Il che prova che le gerarchie ecclesiastiche sono interessate unicamente al controllo della situazione. C’è la chiara evidenza che la preoccupazione è solo di controllare e contenere il problema. Da nessuna parte c’è scritto di aiutare le vittime. La sola cosa che impone, invece, è di terrorizzare le vittime con la minaccia di punirle se raccontano l’accaduto. L'obiettivo è proteggere la reputazione dei preti, finchè la Chiesa non compia indagini. In pratica copre i preti pedofili.

Speaker: Fu Ratzinger a imporloper 20 anni, l’uomo eletto Papa lo scorso anno. Nel 2001 Ratzinger emanò il seguito del Crimen Sollicitationis. Lo spirito era lo stesso. Ribadiva con enfasi la segretezza, pena la scomunica. Ne inviò una copia ad ogni vescovo del mondo. Recentemente ha aggiunto che tutte le accuse devono essere vagliate esclusivamente dal Vaticano. In altre parole solo Roma può pronunciarsi sugli abusi sessuali sui minori.

DOYLE: E’ tutto controllato dal Vaticano, e a capo del Vaticano c’è il Papa. Joseph Ratzinger si occupò di questo per parecchi anni, dopo l’emanazione del Crimen Sollicitationis. Ha emanato il seguito del Crimen, e ora è Papa. Tutto questo significa che le regole e l’approcciosistematico non sono cambiati.

COLM: il nuovo documento fu un’opportunità mancata di modernizzare l’atteggiamento della Chiesa, proprio mentre savano esplodendo gli scandali più gravi negli Stati Uniti.


Speaker: Colm andò allora a Roma per capire se si trattava di casi isolati sfuggiti al controllo del Vaticano o una copertura sistematicada parte delle gerarchie ecclesiastiche.

COLM - Mentre nel 2002 gli scandali esplodevano in Irlanda, centinaia di casi stavano emergendo negli Stati Uniti. Un rapporto degli USA denuncia 4.500 preti accusati di violenza o abusi sessuali sui minori.

Speaker: - Il centro degli scandali era Boston, e la storia si ripetè ancora una volta: i preti accusati venivano sollecitamente spostati da una parrocchia all'altra. Nuovamente veniva operata una copertura sistematica. Al vescovo prontamente allontanato subentrò allora Padre Patrick Wall, un ex benedettino al quale il Vaticano ordinò di imporre il Crimen Sollicitationis nelle diocesi del Minnesota.
WAL: Ero parte del sistema, ma mi accorsi di essere manovrato ingannevolmente. Fu la “notte dello spirito”. Tutto quello in cui avevo creduto per 10 anni… Decisi di non lavorare più per una istituzione che si sforzava di sembrare santa, ma che pensava solo a proteggere se stessa.

Speaker: Quando un prete fu accusato di abusi, fu semplicemente trasferito e Padre Patrick prese il suo posto.

WAL: La maggior parte dei casi non fu mai scoperta. La Chiesa è riuscita proprio in questo. Quello che realmente la hiesa vuole nei casi di abuso e violenza sui bambini, è che nessuno lo scopra, che tutto sia messo a tacere, che tutto sia soffocato. Se c’è bisogno di pagare, o di trovare un accomodamento, viene fatto. Avevamo un budget di 7 milioni di dollari nel 1996, destinato a questi casi. Ma soprattutto, dovevamo rispettare l’ordine che imponeva il segreto e dovevamo attenerci a qest’ordine, per soffocare gli scandali. Si poteva fare il possibile per le vittime, ma l’essenziale era mantenere la stabilità, la pace e la calma. Quindi quello che si doveva realmente fare era celare lo scandalo.

Speaker: Padre Patrich allora lasciò il clero e si unì ai difensori delle vittime. Il primo caso che affrontò fu quello di uno stupratore insaziabile, Padre Oliver O' Grady, ordinato in Irlanda, ma operante in California.

O'GRADY: Giuro davanti a Dio che la deposizione che sto per fare sarà la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità.

Speaker: O’ Grady depose l'anno scorso in un processo nel quale era accusato di aver sodomizzato un bambino più di cento volte.

O'GRADY: Se il bambino era alto o grasso non mi attirava. Preferivo bambini che fossero piuttosto magrolini, dei quali mi attraeva la zona genitale, che una forza irresistibile mi costringeva a toccare, a scoprire, a guardare. Solo in questo tipo di bambini.

Speaker: ha ammesso che le sue vittime sono state almeno 30 in 20 anni.

PM: Si sentiva attratto anche dalle ragazzine? Le trovava attraenti?

O' GRADY: Se avevano un vestito corto, o qualcosa di simile, che mi tentava, sollevavo le loro vesti quasi inconsciamente, o meglio, in maniera che loro non se ne accorgessero. Volevo solo guardare i loro indumenti intimi.

PM: E lo trovava piacevole?

O’ grady: Si, certo! Provavo più piacere che a toccarle. Nel caso delle bambine, almeno.

PM: Come saluterebbe una ragazzina che sta approcciando? Supponiamo che si chiami Sally.

O’ Grady: “Ciao, Sally, come stai? Vieni, fatti abbracciare. Sei bella lo sai? E per me sei davvero speciale. Mi piaci molto”. Lei potrebbe rispondere: “Anche tu mi piaci” e io l’abbraccerei più stretta.

Speaker: O'Grady fu messo in prigione per sette anni. Adesso vive in Irlanda. Le sue vittime accusano il suo superiore, il cardinale di Los Angeles, Roger Mahoney, di aver trasferito O'Grady da una parrocchia all'altra per evitare lo scandalo.

PM: Il vescovo sapeva degli abusi, nel 1976?

O’ GRADY: Si!

PM: Li aveva già commessi, giusto?

O’ GRADY: Si!

PM: Dopo quello che ha fatto si ritiene ancora un Prete?

O'GRADY - Certamente no.

Speaker: Nel 2002 la Chiesa cattolica americana reagì allo scandalo che montava, istituendo un'associazione indipendente, chiamata Comitato Nazionale per il Riesame. Questi, per prima cosa, analizzò la reale portata del problema.

ANNE BURKE (Comitato Nazionale per il riesame): La cosa più interessante riscontrata fu che la situazione non era epidemica. Nessuna diocesi aveva più casi di abuso rispetto alle altre. Il Comitato rilevò una situazione endemica: dall’Atlantico al Pacifico. Le stesse percentuali di violenze sessuali in ogni diocesi.

SPEAKER: Il Comitato analizzò questi problemi e i risultati indussero il Presidente del Comitato stesso a paragonare la segretezza della Chiesa a quella della Mafia.

Giornalista: Frank Keating, Governatore dell’Oklahoma, si è dimesso da Presidente del Comitato nazionale del Riesame. Il Comitato indaga sugli abusi sessuali commessi dai preti cattolici e Keating ne era a capo da appena un anno. Il contenzioso è cominciato con l’intervista rilasciata da Keating a L.A. TIME, in cui comparava la gerarchia ecclesiastica a Cosa Nostra.

SPEAKER: Nella lettera di dimissioni Keating disse: “i preti non obbediscono ai mandati di comparizione, fanno sparire i nomi degli stupratori. Questa è una organizzazione criminale, non la mia Chiesa”.

Il Comitato comunque andò avanti e produsse una Carta per la protezione dei bambini. In tutto l'Occidente le accuse contri i preti provocarono risposte di questo tipo. In Inghilterra la Chiesa Cattolica ha introdotto un sistema di protezione dei bambini. Ma queste direttive sono frammentarie e il Vaticano non ha un solo documento fatto per proteggere i bambini dagli abusi sessuali da parte dei preti.

COLM: In America, nonostante la spinta alla trasparenza, quando l'attenzione dei Media calò, la Chiesa continuò ad analizzare le accuse in segreto, continuando ad emarginare le vittime.
BURKE: Non abbiamo esaminato prove sufficienti a dimostrare che siamo soddisfatti di quello che abbiamo fatto. Non possiamo fidarci e la situazione sta peggiorando, perché la Carta viene osservata sempre meno e molte diocesi non riescono a trasferire i preti incriminati. Non possiamo aver fiducia, stando così le cose. Pensavamo che gli ultimi quattro anni avessero insegnato sia a noi che ai vescovi abbastanza per riuscire a tenere la situazione sotto controllo. E invece da quello che avviene nella Chiesa ci accorgiamo che ogni mese, ogni settimana accade qualcosa di nuovo e ci spinge a credere che la Chiesa non impara niente dagli errori del passato.

SPEAKER: C'è incompatibilità la legge civile e le regole della Chiesa, tra la protezione dei bambini e gli ordini del Cardinale Ratzinger.

PADRE TOM DOYLE: Non esiste nessun accordo per aiutare le vittime e nemmeno quelli che cercano di aiutarle, esiste però un accordo tacito per mentire sulla esistenza del problema. In quanto ai preti incriminati, non vengono sottoposti a inchiesta né perseguiti, ma semplicemente rimossi in segreto e senza rivelare i motivi del provvedimento. C'è una totale mancanza di considerazione per le vittime e per i minori destinati a essere le loro nuove vittime nella nuova parrocchia. Ma questo non accade solo negli Stati Uniti. In ogni paese del mondo avviene nello stesso modo.

SPEAKER: In alcuni paesi, la Chiesa non attua alcun procedimento per la tutela dei bambini. Colm scoprì che il Crimen sollicitationis non ha riempito il vuoto di credibilità che si era venuto a creare.
COLM: Sono in Brasile, il più grande Paese cattolico al mondo con 125 milioni di fedeli. Sembra un paradiso ma c’è miseria e ignoranza. C’è il turismo sessuale e i bambini hanno bisogno di protezione. La Chiesa non sembra aver imparato la dura lezione ricevuta dal mondo occidentale.
SPEAKER: Sei anni fa arrivò un prete nuovo nella piccola comunità rurale di Annopolis, nel Brasile centrale, Padre Tarcisio Tadeu Spiricigo, incriminato dalla polizia di San Paolo per abusi sessuali sui minori.

COLM: Il prete era stato incriminato la prima volta nel 1991. Era già stato trasferito almeno quattro volte. aveva continuato comunque a violentare minori in ogni parrocchia. Alla fine lo mandarono in questo paesino poverissimo. Il vescovo che lo aveva trasferito conosceva la sua storia. Disse che era stato curato, ma non era affatto vero. E le violenze continuavano.

SPEAKER: Il prete abitava vicino a una certa donna Elsa, che viveva col nipote Warley, di 5 anni. Si offrì di dare al bambino lezioni di chitarra.

ELSA: Una domenica mattina mi confidò: “so fare l’amore”. Io risposi: “ma che dici! Sei ancora piccolo. Di che parli?” Rispose: “ non l’ho detto a mamma e papà perché mi picchierebbero”. E io: “non lo faranno. Dimmi che succede.” E così imparai chi era Padre Tarcisio. Lo avevamo mandato da lui perché pensavamo fosse in buone mani, pensavamo che fosse una brava persona, che parlasse la Parola di Dio. Mi fidavo: sono sempre stata Cattolica, non mi aspettavo questo, da un prete. Da allora quando i bambini lo incontravano lo chiamavano "mogliettina del prete" e lui si arrabbiava così tanto da piangere. Spesso mi dice che vuole solo morire.

SPEAKER: In quel periodo era il Cardinale Ratzinger che istruiva le cause per abusi sui minori. Così, visto che conosceva le accuse contro Padre Tarcisio, perché gli consentì di continuare a lavorare a stretto contatto con i bambini?

COLM: E' sorprendente constatare che la storia è sempre la stessa, in ogni tempo e in ogni luogo. I vescovi trasferiscono i preti che hanno già stuprato dei bambini in altre parrocchie dove continueranno a commettere altri crimini sessuali. Questo ragazzino è stato violentato nel 2002, mentre gli scandali del clero sconvolgevano gli Stati Uniti e l'Irlanda. Mentre il Vaticano cercava pretesti per giustificarli. Proprio allora questo bambino è stato violentato, in Brasile. Adesso il ragazzino vuole morire, perché ha perduto la gioia di vivere e a scuola lo chiamano "la ragazza del prete". E la Chiesa non ha mosso un dito. Nessuna terapia, nessun appoggio, nessun sostegno, niente di nente. Non è giusto. Non è affatto giusto.

SPEAKER: Nonostante quel prete avesse già abusato di un tredicenne a San Paolo, Donna Elza sostiene che la Chiesa e la comunità la costrinsero a riversare le accuse sul nipotino.
DONNA ELZA: La Chiesa era arrabbiata con me e la gente mi evitava. Mi sentivo scomunicata dalla comunità. Ma ho continuato a credere a mio nipote.

COLM – La gente non capì. Ma allora lei aveva la sua fede, mentre oggi l'ha perduta.
ELZA: Abbiamo dentro un’enorme tristezza. Mio nipote crescerà con questa disperazione dentro. Mio nipote avrà dei problemi.

COLM: Il prete si comportava come se non fosse successo niente. Poi fu trovato questo. E’ il suo diario In questo dice che tipo di bambino cerca come vittima. Ve lo leggo. Età: 7, 8, 9, 10 anni. Sesso: Maschio. Condizione sociale: povero. Famiglia: senza padre, con una madre o una sorella. Cercare in strada, a scuola, nelle famiglie. Attirarli con lezioni di chitarra, coro, catechismo. E’ molto importante ingraziarsi la famiglia. Un ragazzo affettuoso, calmo, bisognoso di un padre e senza scrupoli sessuali. Atteggiamento: chiedergli prestazioni sessuali in cambio di regali.

SPEAKER: Dopo decenni gli abusi di Padre Tarcisio furono portati alla luce. Non per un intervento del Cardinale ratzinger, bensì per il lavoro della Polizia. L'anno scorso fu condannato a quindici anni di carcere. Nel mondo la chiesa ha 50 milioni di bambini nelle sue congregazioni.
DOYLE: Il Vaticano non ha una politica per la protezione dei bambini, ma ne ha una per proteggere i preti pedofili e il vaticano stesso. La sola politica è tenere sepolti gli scandali nella segretezza e limitare i danni per quanto possibile.

SPEAKER: L'ordine del Cardinale Ratzinger di inviare tutte le accuse in Vaticano si sta rivelando frustrante per quelli che cercano di mettere in carcere i preti sospetti. Questo è Padre Joseph Henn, maestro del coro. Questa foto fu presa durante il suo primo incarico a Phoenix in Arizona. E lì conobbe Rick Rivezo, un chierichetto di quattordici anni.

RIVEZO: I miei genitori sapevano che trascorrevo il tempo insieme a lui. Veniva spesso a casa mia. Mio padre mi diceva che per lui la porta era sempre aperta, era un membro della famiglia.
SPEAKER: Una volta guadagnata la fiducia della famiglia del ragazzino, cominciarono le violenze.
RIVEZO. Ci portava ovunque con lui, ai matrimoni, ai funerali, in piscina. Al ritorno dalla piscina, andavamo in canonica e lì mi aceva togliere il costume per metterlo ad asciugare. Mi dava un asciugamani e ne prendeva uno per sé, e mi invitava ad aspettarlo a letto. Si sedeva di fronte a me e mi massaggiava. Poi scendeva e mi accarezzava. Non volevo guardarlo. Non volevo vedere nulla al di sotto del suo stomaco. Non volevo sapere quello che faceva. Cercavo di evitare il suo sguardo e, per non farmi coinvolgere nel gioco, tenevo gli occhi chiusi e le braccia tese per non toccargli le gambe. Volevo solo che finisse in fretta.

SPEAKER:- L'uomo che trattava il suo caso era Rick Rowley, un famoso avvocato di Phoenix. Prima di andare in pensione fece condannare otto preti pedofili della sua diocesi e riuscì a estorcere una confessione scritta al vescovo locale. ROMLEY: Devo dire che l’omentà, la segretezza e l'ostruzionismo che trovavo durante le indagini non l'avevo mai visto in tutta la mia carriera qui a Phoenix. Era difficilissimo ottenere un'informazione dalla Chiesa. Eravamo a conoscenza di certi incontri che avevano avuto luogo, ma non c’erano prove che avrebbero potuto aiutarci.
SPEAKER: La linea seguita dal Vaticano è che il Crimen Sollicitationis sia per uso interno e non per ostacolare le indagini della Polizia.

ROMLEY: Quando cominciammo le indagini fu davvero interessante. Supponevamo che ci fossero archivi segreti ai quali attingere e che non c’erano stati messi a disposizione. Ci dissero che il Nunzio aveva ordinato di non consentire l'accesso a informazioni di tipo criminale, perché erano state sottoposte alla speciale protezione dell’Ambasciatore del Vaticano. La Chiesa non vuole riconoscere che il problema è serio. La chiesa non è passiva, anzi: non vuol consentire alle autorità civili di porre un freno agli abusi dei suoi preti. Ci contrastavano passo passo, realizzando una vera e propria tattica ostruzionistica.

SPEAKER: La sua battaglia più dura fu quella contro Padre Henn e altri due preti, che andarono all'estero per sfuggire ai persecutori americani.

ROMLEY: Sapevo che questi preti avevano fatto voto di obbedienza a Roma. Allora decisi di mandare una lettera in Vaticano, per chiedere, dopo che le accuse formali erano state avanzate, che costringessero i preti incriminati a tornare in patria e consegnarsi, per consentire alla giustizia di seguire il suo corso, ma restai deluso. Avevo scritto al cardinale Sodano, il segretario di Stato, per chiedergli se poteva ordinare a questi preti di tornare in patria, ma mi rimandavano la posta indietro con il pretesto che il destinatario si era rifiutato di accettarla. Non aprivano nemmeno la busta. Una Chiesa con l'autorità morale per fare quello che è giustoha miseramente fallito perché una delle cose fondamentali che avrebbe dovuto are era fermare questi abusi, e ne aveva l’opportunità. L’opportunità di dire al mondo che si sentiva responsabile della protezione dei bambini. E invece non aprirono neppure la busta.

SPEAKER: Padre Henn, il prete che con la scusa di portare in piscina Rick Rivezo finì per abusare di lui, è ricercato per tredici accuse per molestie avanzate da un gran negli Stati Uniti. Ma non è più lì.

COLM: E' qui, a Roma, protetto dal Vaticano, e si oppone all'estradizione dalla sede del suo ordine religioso, i Salvatoriani. Il Vaticano non l'ha costretto a tornare in America ad affrontare il processo.
La cosa più straordinaria di questa storia è che Padre Henn non è il solo. Un giornale americano ha scritto recentemente una serie di articoli sui "preti fuggitivi" e ha scoperto che c'erano più di sette preti americani, accusati di pedofilia, che vivono con il sostegno della Chiesa, dentro e fuori del Vaticano.
DOYLE: Il Vaticano, la bussola morale della chiesa Cattolica, forse ha le prove di altri preti pedofili in giro per il mondo, ma, invece che alla cooperazione e alla trasparenza, le direttive della Chiesa mirano all'ostruzionismo e alla copertura. C'è un uomo però che ha il potere di cambiare tutto.
Il cardinale Ratzinger, che adesso è il Papa, potrebbe dire "questa è la politica della Chiesa: Cooperazione piena ovunque con le autorità civili e isolamento e dimissioni dei preti dichiarati colpevoli. Completa apertura e trasparenza, anche nelle situazioni finanziarie. Eliminazione degli ostacoli ai processi. Cooperazione con le autorità civili, ovunque". Potrebbe farlo.
SPEAKER: Il Vaticano non ha risposto alle ripetute richieste di un'intervista sui casi esposti qui. Padre Henn ha perduto la sua battaglia contro l'estradizione negli Stati Uniti. Scappò dal quartier generale dei Salvatoriani, a Roma, dove si trovava agli arresti domiciliari. Si crede che si nasconda da qualche parte in Italia. C'è un mandato internazionale per il suo arresto. Iil prete cattolico Oliver O'Grady scontò sette anni per abusi sui minori. Anche se gli psichiatri americani lo avevano definito uno stupratore sistematico che aveva bisogno di curarsi per tutta la vita, fu riportato in Irlanda nel 2001. Poiché tutto si svolse negli stati uniti, il suo nome non appare nel Registro dei criminali sessuali irlandesi e non ci sono restrizioni per quanto riguarda i suoi contatti con i bambini.

PM: - Quindi gli abusi sessuali e le molestie erano quasi un'occupazione a tempo pieno durante tutta la sua carriera di prete?

O'GRADY: Direi che ne costituiva una parte significativa.

PM: Delle vittime molestate quanti erano bambini e quante bambine?

O'GRADY: Tre quarti erano maschi e un quarto femmine.

PM: - Che altro è successo dopo tutto quello che è accaduto?

O'GRADY - Niente. La vita è andata avanti.

lunedì 5 maggio 2008

DAL 1 AL 20 MAGGIO DONA ALLA FONDAZIONE TENUTA DELLA MISTICA 2 € CON UN SMS SOLIDALE AL 48546

"LA PARTITA DEL CUORE"
CONTO ALLA ROVESCIA PER L' "SMS SOLIDALE"
DA DOMANI SARA' ATTIVO IL NUMERO SOLIDALE 48546
PER DONARE CON UN SMS O CON UNA TELEFONATA


Tanti gli appuntamenti degli artisti legati alla "Nazionale Italiana Cantanti", impegnati nel tour promozionale degli eventi che anticipano la "Partita del Cuore" del 12 maggio, allo stadio Olimpico di Roma.
Giunta alla diciassettesima edizione, la partita, con inizio alle ore 21, sarà trasmessa, come consuetudine, in diretta su Raiuno.
Domani, giovedì 1 maggio, si darà il via alla raccolta fondi a sostegno della fondazione attraverso il numero 48546 (attivo fino al 20 maggio) con cui si potranno donare 2 euro tramite un SMS per clienti TIM, VODAFONE, WIND, TRE e TELECOM ITALIA, e 2 euro anche tramite una chiamata da rete fissa TELECOM ITALIA.
I gestori devolveranno l'intero incasso alla fondazione beneficiaria.

Mancano meno di due settimane alla "Partita del Cuore" che vedrà tra la "Nazionale Italiana Cantanti" affrontare la squadra "Unica", a favore della "Fondazione Parco della Mistica", per la realizzazione del primo esempio a Roma e in Italia di un "Campus Produttivo della Legalità e della Solidarietà".

Tra le tante stelle che prenderanno parte all'evento di solidarietà, Totti, Raoul Bova, Zico, Enrico Ruggeri, Gianni Morandi, Marco Materazzi, Biagio Antonacci, Claudio Baglioni, Paolo Belli, Luca Barbarossa, Gigi D'Alessio, Gianluigi Buffon, Gennaro Gattuso, Fabrizio Moro, Angelo Peruzzi, Pierluigi Collina, Luciano Spalletti, Claudio Amendola, Bruno Conti, Enrico Fabris e Manfred Moelgg.

Per ogni informazione sono attivi il numero telefonico 06.32638549 ed il sito internet www.partitadelcuore.it

NON ABBANDONATE GLI ANIMALI

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i miei amori a 4 zampe

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Kjra 01-06-1997 / 17-08-2013

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